Da dieci anni a questa parte l’intelligenza artificiale (AI) rappresenta il fulcro di moltissime organizzazioni. Kai-Fu Lee, presidente di Google, sostiene che l’AI sostituisce sempre più il lavoratore, nel suo ruolo e soprattutto per quanto concerne la sua vena creativa.

AI come simulatore del cervello umano

La tecnologia che si occupa di simulare il cervello umano è sicuramente quella di maggiore impatto. Grazie ad alcuni imput può fornire dei risultati sorprendenti e fare molte previsioni. Ad oggi moltissime organizzazioni hanno acquisito questi processi con algoritmi di automazione: ciò significa che se gli output saranno positivi, la diffusione sarà maggiore.

Anche Facebook utilizza questi algoritmi di apprendimento propri dell’ AI per la creazione delle sue pubblicità mirate infatti, queste sono realizzate ad hoc per ogni individuo, basandosi sui dati della loro navigazione.

Gartner, sostiene che il 20% delle pubblicità create dalle aziende, è totalmente automatizzato da macchine di Intelligenza artificiale. Questo dato, stando alle previsioni è in continuo aumento.

Il ruolo dell’uomo nello sviluppo dell’AI

Vi è sicuramente una questione di importanza non indifferente alla base di tutto ciò: le macchine di intelligenza artificiale non si autogenerano! È proprio grazie all’essere umano, infatti,  che esse funzionano.  Il loro controllo, inoltre, avviene non solo ex post ma anche in corso d’opera. Tutto ciò rende i processi sempre più lineari e riduce al minimo eventuali errori.

L’AI e i suoi svariati utilizzi miglioreranno certamente i mezzi di raccolta dei dati “classici” quali focus group o interviste, basandosi totalmente sul bene più prezioso di cui dispone oggi qualsiasi organizzazione presente online: la raccolta dati dal web.