Parlare di corporate social responsability non può più essere un lusso di pochi. Un’impresa di successo deve proporsi come obiettivo  di integrare alla crescita economica un’ottimale strategia a tutela di interessi  sociali e ambientali. Queste sono tre diramazioni fondamentali che permettono, se ben comunicate, di incrementare la reputazione aziendale.

Driver per relazioni durature

Fortificare le relazioni con i propri clienti è per l’impresa un obiettivo primario. Non siamo più portati ad affezionarci ad un negozio, la nostra fiducia come acquirenti è piuttosto legata all’occasione, più che altro economica. Valutiamo la value proposition come movente d’acquisto. Ma c’è qualcosa che ancora ci sprona? Che sensibilizza il nostro acquisto cinico? Le imprese per orientarsi verso una prospettiva futura devono, sempre più, porre attenzione nella loro value chain. In un ipotetico piano di investimento non è più sufficiente considerare le classiche forze di competizione, tra le opportunità da cogliere emerge sempre più il fattore di sostenibilità sociale. Parliamo di Corporate Social Responsability.

Un inversione di tendenza

La rilevazione statistica del 2016 sulla responsabilità sociale d’impresa testimonia dati record degli investimenti della CSR. http://www.vita.it/it/article/2016/06/22/csr-in-italia-oltre-12-miliardi-di-euro-di-investimenti/139874/ Da interesse elitario sempre più alta è invece la testimonianza di chi pone attenzione verso la sostenibilità e il valore dell’impresa. Circa l’80% delle imprese italiane investe nella CSR. L’interesse al miglioramento dell’immagine resta una delle motivazioni principali di tali incrementi. Vantaggi fiscali ed economici incidono in modo lieve lasciando il passo invece ad un obiettivo ambito:  fidelizzare i clienti che, passa dall’8 al 17%.

Workplace: lo specchio dell’impresa

Se parliamo di responsabilità sociale d’impresa pensiamo in prima battuta all’ambiente. Ma cosa intendiamo per ambiente socialmente responsabile? Sicuramente il consumatore è sempre più propenso a far uso del potere legittimato del boicottaggio verso chi non assicura un rapporto attento verso la natura. Si passa infatti da azioni collettive, ad azioni individualizzate d’intervento anche grazie al web. L’impresa deve dunque garantire un profilo che assicuri il buon funzionamento a 360°. Per questo sempre più emergente è il fattore del workplace:  l’attenzione rivolta al posto di lavoro, ai propri dipendenti, a quell’immagine dell’azienda che risulta essere lo specchio dei propri prodotti. La comunicazione autoreferenziale non è più efficace, a guardare dentro lo specchio sono i nostri clienti. Attenzione quindi a non ingannarli!