Tutte le azioni volte a generare contatti utili, o come si dice oggi “lead”, vale a dire persone e/o aziende interessate al prodotto/servizio che si sta pubblicizzando e che in quanto tali sono a tutti gli effetti dei potenziali clienti, hanno un grado più o meno alto di riuscita, ma molto spesso questo dipende da fattori contestuali vedi l’espansione del mercato che si sceglie di penetrare, l’attrattività del prodotto/servizio, il possesso di caratteristiche che si sposano più o meno con la pubblicità unidirezionale, la recettività dei clienti. Nessuna di tutte le attività pubblicitarie e commerciali previste e contenute in un piano di marketing   è tanto efficace quanto direttamente dipendente dal fattore umano come il telemarketing.

Il telemarketing, infatti, oltre ad essere il modo più semplice, più veloce e più diretto col quale arrivare al cliente è anche quello nel quale ogni minimo errore può essere pagato a caro prezzo. Ma quali sono le criticità con cui gli operatori si confrontano?

Risponderemo dicendo che sono sostanzialmente due: l’assenza di un metodo scientifico di organizzazione del lavoro, delle chiamate e dei contatti ai clienti, eventualità che espone l’attività ad una dipendenza troppo forte dalle qualità del singolo operatore; la presentazione di un messaggio troppo lungo, troppo difficile da comprendere e scarsamente pragmatico.