Nell’accezione del marketing post moderno, sensorialità ed esperienza, sono due aspetti della stessa realtà e hanno una stretta connessione con il Marketing Estetico. L’esperienza, nel suo significato globale e totalizzante, rispetto alla fruizione di un bene o di un servizio, coinvolge tutti i sensi. La sensorialità ha una propria autonomia, specificità e centralità.

Esperienza e sensorialità rappresentano due facce della stessa medaglia.

L’affermarsi del marketing estetico segna il definitivo riconoscimento dei sensi nel mondo del consumo.

Marketing Estetico secondo G.P. Fabris

Come definire il Marketing Aesthetics? G.P. Fabris, in “Societing” lo definisce come “Una nuova concezione che sottende una costante interazione di fantasie, emozioni, sensorialità, racchiuse in una visione esperienziale.” Il termine “aesthetics” origina dal verbo greco che ha il significato di “percepire soprattutto con i sentimenti”.

Schmitt e Simonson, intendono per marketing estetico “il marketing delle esperienze sensoriali nelle attività di Corporate o Brand che contribuiscano a formare l’identità di un’organizzazione o di una marca.”

G.P. Fabris sostiene che il marketing estetico si fonda sul prendere atto dell’esistenza di due aree di conoscenza complementari.

Marketing Estetico come promozione del bello

La prima area di conoscenza a cui fa riferimento Fabris, ha a che fare con la promozione del bello.

La promozione del bello e l’apprezzamento estetico come una nuova dimensione della qualità di un bene, contribuisce a qualificare il “mondo degli oggetti”. Il bello è inteso come apprezzamento, fattore di scelta.

Per essere promosso in delle scelte, l’oggetto in questione deve suscitare un apprezzamento estetico. In questo contesto possiamo parlare anche di etica dell’estetica: si intende la coincidenza tra l’apprezzamento estetico (ritmo, linea, forma) e i valori spirituali e morali (verità, promessa di felicità, perfezione).

Marketing Estetico come mobilitazione globale dei sensi

La seconda area di conoscenza riguarda la mobilitazione globale di tutti i sensi nell’esperienza di consumo. Parliamo in questo caso di marketing cinestetico o sinestesia, ovvero la contaminazione dei cinque sensinella percezione del mondo che ci circonda.

I nostri sensi, non si attivano in maniera disgiunta l’uno dall’altro: accade che uno dei sensi richiami l’altro. In questo contesto possiamo affermare che si percepisce il bello non solo con il senso della vista: al contrario, a darci l’immagine del bello concorrono tutti i sensi, ricomponendo così le due dimensioni del marketing estetico.

La vera sfida del marketing post moderno sta infatti nel far sì che si giunga a un coinvolgimento globale dei sensi, nelle scelte dei consumatori.