Il marketing relazionale non rappresenta sicuramente una novità. Se ne parla ormai da molti anni e si corre il rischio che questo possa assumere le sembianze di una parodia, stravolgendo il modo in cui dovrebbe manifestarsi. Non dovrebbe avere le sembianze di una sorta di ultima spiaggia da presidiare dopo “il fallimento” dei canali tradizionali delle vendite.

Come bisogna interpretare il Marketing Relazionale?

L’obiettivo del marketing relazionale è quello di instaurare una relazione rivolta a fidelizzare il consumatore, anche con differenti modalità rispetto a quelle consuete. La relazione che si instaura tra azienda e consumatore, nell’ottica del marketing relazionale, dovrebbe essere a livello ideologico, una relazione fine a sé stessa. Tale interpretazione è da intendere nell’ottica della consapevolezza che da questa scaturiranno comunque degli importanti vantaggi per l’azienda, fra cui una maggiore fedeltà del consumatore.

Una relazione consolidata, fornisce inoltre all’azienda la possibilità di acquisire informazioni preziose su comportamenti di consumo, vissuti, aspettative ed elaborazioni creative.

Il marketing relazionale rappresenta lo shift definitivo dal mass marketing ad un marketing che sia in grado di relazionarsi realmente con il consumatore, che riesca, inoltre a prendere atto e coscienza delle abitudini di quest’ultimo, dei desideri e degli orientamenti.

Lo scopo? Ricercare una piattaforma comune in base a cui riuscire a interagire e farsi apprezzare, così da poter essere adottato più stabilmente fra i pattern di consumo.

Fonte: G.P. Fabris “Societing – Il Marketing nella società postmoderna”