Il mercato dell’Internet of Things presenta oggigiorno una crescita esponenziale. Alcuni studi ci dicono che entro il 2020 i dispositivi IoT attivi saranno più di 50 miliardi: un dato del genere non lascia sicuramente indifferenti e in tale contesto trova spazio il rischio privacy.

Cosa faranno i dispositivi IoT?

Le funzioni saranno molteplici: potranno aiutarci nelle faccende domestiche, ci forniranno maggiore motivazione nello svolgere attività fisica, saranno fondamentali in ambito lavorativo.

La domanda che ci si pone oggi, in previsione del 2020, è: questi dispositivi metteranno in pericolo la nostra privacy?

È evidente che i sensori saranno inseriti in qualsiasi dispositivo e oggetto (si spazierà da oggetti concernenti la cura del corpo, smartphone, smart devices, automobili, elettrodomestici) e ciò implicherà la raccolta di una grande quantità di dati.

Cosa faranno le aziende con questi dati?

Saranno gestiti dalle aziende o dagli utenti? A chi appartengono i dati? Agli utenti che li creano o a chi li gestisce? Chi gestirà l’enorme quantità di dati raccolti? Se effettivamente, come gli esperti prevedono, nel 2020 i dispositivi connessi saranno più di 50 miliardi, la quantità di dati sarà molto vasta e dal loro incrocio potranno emergere dei pericoli relativi alla sicurezza informatica.

Il General Data Protection Regulation in arrivo in Europa

In Europa, tuttavia, è in arrivo una novità positiva che permetterà di proteggere la privacy degli utenti. Nel maggio 2018 entrerà in vigore il GDPR (General Data Protection Regulation): grazie a tale regolamento ai cittadini europei sarà garantito un facile accesso alle informazioni sui loro dati e alle modalità di trattamento di questi ultimi; inoltre, il GDPR fornirà alle aziende un unico regolamento da adottare in tutti gli Stati membri dell’ Unione Europea. Esso è basato sul concetto di security by design: servizi e prodotti progettati tenendo conto della protezione e della sicurezza dei dati e introduce un approccio basato sul rischio, che permette di determinare quale sia la porzione di responsabilità del titolare del trattamento dei dati. 

I rischi di privacy connessi ai dispositivi IoT sicuramente ci sono, ma con l’arrivo del GDPR i cittadini europei saranno maggiormente tutelati.