Il valore è un termine ricorrente, un fine ultimo che molto spesso poniamo all’apice di ogni nostra ricerca. La quotidianità e la fortuna dei nostri interventi si fonda su qualcosa per cui valga la pena attivarsi. Il nostro modo di ragionare non è poi così distante dalla ratio di un’impresa di successo, anche se molto spesso questo viene dimenticato.

Il valore è una misura

Diciamo che una cosa non ha valore perché non è in grado per la sua importanza molto spesso, di essere misurata. In realtà il valore di un oggetto non è altro che il sacrificio che siamo disposti a compiere per avere la piena disponibilità di un bene. Dunque il valore per un’impresa si fonda su una misura contabile che è data dai ricavi totali pertanto dai benefici che essa si attende di ricavare da un determinato investimento. Certo è che per definizione non può essere considerata una variabile oggettiva. Le attese future e la prospettiva dell’apprezzamento ne determinano la sua eterogeneità. È tuttavia uno strumento importante da prendere in considerazione per proiettarsi in un vantaggio competitivo di lungo periodo.

Sinergie e collegamenti

Tornando alle basi della letteratura d’impresa la Catena del valore di Porter rappresenta per l’imprenditore un “testo” sacro da leggere con cura. Monitorare la nostra impresa sulle attività strategiche è infatti azione fondamentale per incrementare margini di guadagno. Le attività primarie e di supporto si contraddistinguono per non essere considerate come azioni individuali. Si parla di catena proprio per la sua interconnessione. La relazione tra le parti conduce infatti a selezionare modalità di intervento che possono avere riscontri nelle performance di un’altra attività. A volte intervenire nel campo tecnologico non supporta solo vantaggi di aggiornamento ma anche per esempio incrementa il valore di possibili interventi di logistica interna ed esterna.

Il fine ultimo di un impresa

Molto spesso la teoria economica classica ha dato risalto alla convinzione che l’impresa agisse in funzione esclusiva di incrementare il profitto. Nessuno potrebbe mai negare che l’obiettivo primario è nella sopravvivenza di un’azienda. Ma questo concetto ha un’evidente incongruenza logica. Il profitto seleziona un’attività di massimizzazione del valore vincolata esclusivamente alla soddisfazione di alcuni stakeholder. Pensiamo a delle imprese quotate in borsa, sicuramente questo sarà riservato al privilegio di pochi azionisti. Nelle piccole imprese e non solo parlare di creazione del valore come obiettivo primario significa includere infatti non solo una prospettiva di crescita economica, ma anche di riconoscimento e soddisfazione di tutti gli stakeholder interni ed esterni. È questa la vera convenienza e si basa sulla nostra capacità di fornire risposte quanto più equilibrate per ottimizzare il benessere della nostra azienda.