Un po’ come bambini il brand torna alle origini. Capisce il vero significato dell’arte del comunicare. Da tempo infatti le narrazioni accompagnano la nostra vita e confezionano ricordi per noi speciali. Raccontarsi e raccontare le storie di chi partecipa alla costruzione del valore di un prodotto è oggi la chiave di successo.

Anche il brand ha un’anima

Il mondo si fa competitivo e la sfida che le imprese devono accogliere è quella di arrivare alle persone. Ovvio che il prerequisito fondamentale rimanere la qualità, ma come ottimizzarla? Un buon prodotto deve essere scoperto dal pubblico, altrimenti rischia di rimanere un prodotto di “vetrina”.  È necessario dunque tradurre tecnicismi di professione in avvincenti storie iconiche. In questo l’approccio semiotico è il nostro alleato. Costruire uno schema narrativo attanziale permette di inserire nel nostro libro tutti gli elementi necessari per aprire la nostra impresa al mondo esterno. Questo spesso conferisce all’aspetto del prodotto uno human touch di essenziale supporto. Parliamo quindi di una concretezza che paradossalmente sfocia dalla fantasia.

Narrative turn

Quello che un tempo era la classica introduzione delle favole “c’era una volta” evolve oggi nel mondo commerciale. Una rinascita, un revival che riprende le funzioni basiche della narrazione per modificarne la funzione finale? Forse non si tratta proprio di questo. Le favole che ci raccontavano da bambini ricalcavano una struttura per lo più ripetitiva, animandosi di nuovi contenuti e nuovi protagonisti. In realtà ciò che ci appassionava di più non era tanto il finale, che concludeva sempre con un vissero felici e contenti, ma la trama stessa. Lo storytelling per l’impresa rielabora tale concezione. L’obiettivo non è sorprendere nel finale, o almeno non solo. Il suo compito è quello di coinvolgere, attirare il pubblico verso lo schermo. Appassionarlo dunque e non solo.

Un metacopione

È importante porre attenzione alla trama che viene scelta. Raccontarsi è un’arte e come tale necessita una cura particolare. Non possiamo pensare che basta semplicemente raccontare una storia. La storia deve essere reale nella sua fattispecie. Non è importante che lo sia in tutte le sue componenti strutturali. È necessario che i valori che essa comunica siano in accordo con l’uditorio. Quello che ricerca il pubblico è pathos e non un artificio messo in scena per truccare eventuali divergenze. Se così fosse lo storytelling diverrebbe un arma a doppio taglio.