E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali. Non si tratta di uno slogan lovemark, ma di uno dei tanti proverbi dedicati a questa bevanda che dal 1967 è l’unica protagonista di Vinitaly, grande evento dedicato al vino.

Anche quest’anno il Vinitaly non ha deluso il pubblico, visti i molteplici commenti a riguardo, i live twitting, post social e quant’altro che ci hanno resi partecipi sin dal primo sorso!

Con più di 4.000 espositori e più di 150.000 visitatori, questo evento tenutosi a Verona ha visto un mix di professionisti tra i quali produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader.

Vinitaly 2018

L’evento si è aperto con iIl Malbec sulla “ruta nacional 40”, degustazione che ha avuto come protagonisti tanti vini, tra i quali il Mater Vini Antes Andes Valles Calchaquies 2015, Catena Zapata Catena Alta Malbec 2014,La Giostra del vino Bacan Reserva Malbec 2012, Vinos De Potrero Gran Malbec 2016 e si è tenuta nel Padiglione International Wine.

Di particolare rilievo anche il workshop organizzato da “la Repubblica” a tema per i ragazzi delle scuole “Intrecci, la scuola di alta formazione di sala”, per avvicinare i più giovani a questo settore.

Altro obiettivo è stato portare alla luce della rivista più famosa al mondo riguardante il vino “Wine Spectator” più di 100 brand italiani. Questo un mezzo importantissimo per appassionati e non;  che fa da push per i compratori di tutto il mondo portandoli a valutare i vini della nostra penisola.

I risultati economici di Vinitaly

Questo evento ha confermato tutti i successi che ci si era prefissati, per non parlare del ritorno economico che ottenuto dai brand.

Solamente al secondo posto dopo i francesi, l’industria ha visto salire le quotazioni per 15 mesi di seguito.

Stando ai dati di fatturato, nel 2017 il settore è cresciuto del 2,7% fino a raggiungere quota 11,3 miliardi di euro. Rientra appieno nei trend globali con crescita di export e di consumi, per quanto riguarda gli ultimi. Per quanto riguarda i consumi, noi italiani noi classifichiamo come il terzo paese al mondo.